Stampa 3D ed ecologia alla fiera della scienza di New York

Scritto da The Shaper il .

Un'ulteriore novità riguardante la stampa 3D e l'ecologia arriva da New York dove due giovani imprenditori canadesi, Charles Mire e Andrew Fickle, hanno presentato un'invenzione che spera di ridurre le emissioni globali di carbonio.

Discov3ry Paste ExtruderI due partner canadesi hanno mostrato una stampante 3D chiamata "Discov3ry Paste Extruder" che è una macchina High-tec-fai-da-te in grado di sfruttare materiali additivi e non solo plastici.
Questa stampante 3D è in grado di utilizzare ceramica, pasta di legno o argilla: praticamente qualunque sostanza viscosa che possa essere stampata a temperatura ambiente.

"Siamo la prima società di stampa 3D al mondo a stampare con la Nutella" ha affermato Charles Mire.
Tra il materiale additivo utilizzato anche la salsa wasabi, molto comune nella cucina giapponese.
Mire ha anche spiegato che la loro stampante 3D (del costo di 379 $) potrebbe avere applicazioni anche molto più serie, come la riduzione delle immissioni di carbonio nell’atmosfera.

Se stampanti di questo genere arriveranno nelle case saranno eliminati gran parte dei trasporti, costosissimi e dannosi per l’atmosfera, che al giorno d’oggi sono la base per una società inquinante. "Si possono utilizzare materiali di provenienza locale o prendere materiali presenti in casa. In un certo senso, si potrebbe davvero ridurre le emissioni di carbonio a livello cumulativo. Certo, è solo un piccolo contributo, rispetto un grande problema."

Di certo la stampa 3D ad uso casalingo ha ancora notevoli vincoli.
Uno di questi è la spesa per l’acquisto di una stampante 3D; costo che non tutti possono ancora permettersi.
Non tutte le stampanti 3D inoltre si adattano bene a una molteplicità di materiali. Alcuni di questi inoltre, come i metalli, necessitano di esser fusi ad altissime temperature per poter diventare adeguatamente malleabili. Le stampanti 3D però lavorano a temperatura ambiente.
Questi limiti però potrebbero in un prossimo futuro essere superati nello stesso modo in cui sono stati abbattuti tantissimi svantaggi che in passato rendevano la stampa 3D una tecnologia troppo dispendiosa, basti pensare per esempio al costante aumento della velocità di stampa e alla possibilità di estrudere una sempre maggior varietà di materiali.

I due partners canadesi hanno poi parlato con altre persone presenti alla fiera, soprattutto con i volontari del progetto E-nibile, che si occupa di realizzare protesi da idee di crowdsourcing per poi stamparle in 3D. "Un grande problema che gli utenti protesici hanno è l'interfaccia tra pelle reale e la protesi" ha detto Mohit Chaudhary, uno dei volontari. "Materiali morbidi, come il silicone o qualsiasi altra sostanza che possa essere estrusa, sono valide opzioni per rendere aumentare la comodità per l'utente."
Il poter scegliere in breve tempo il materiale giusto deriva quindi dalla facilità con cui una macchina si sa adattare al materiale in questione. Questa stampante 3D, in grado di utilizzare una così vasta gamma di materiali, potrebbe fornire un servizio molto importante per questo settore. Servizio che col tempo sarebbe possibile ampliare per garantire la miglior comodità a chi ha necessità di utilizzare protesi.

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