Stampa 3D, open source ed energia solare

Scritto da The Shaper il .

Un professore della Michigan Technological University, Joshua Pearce, aveva da tempo tre grandi ossessioni: energia solare, open-source e stampa 3D. Come era immaginabile il professor Pearce ha deciso di metterle assieme, creando due stampanti 3D a energia solare che si adattassero ad aiutare piccole comunità.

Joshua PearceLa prima stampante 3D ha dimensioni notevoli, mentre la seconda è piccola e maneggevole. "Si tratta di un impianto di produzione mobile che può fare tutto ciò di cui una comunità ha bisogno" ha affermato il professore. "Ha una flessibilità quasi illimitata".

Se si vuol essere minimamente tecnici questa non è effettivamente la prima volta che una stampante 3D a energia solare fa capolino. Basta ricordare un paio di anni fa, quando uno studente universitario trasformava la sabbia in oggetti di vetro in un posto dove sabbia e sole abbondano: il deserto del Sahara.

Pearce mostra la sua stampante più grande, composta da una serie di pannelli fotovoltaici, è una stampante stand-alone che sarebbe in grado, stando a quanto detto dal professore, di esser assemblata ed utilizzata in qualunque genere di comunità, nelle scuole per esempio o in posti sperduti con scarsità di energia elettrica. La stampante 3D sarebbe in grado di autoalimentarsi e di stampare qualunque oggetto, dai giocattoli alle attrezzature da laboratorio, il tutto al costo di pochissimi centesimi.

Molto interessante è anche il secondo progetto di Pearce, una stampante 3D che può esser trasportata in valigia. Al contrario della prima stampante precedentemente mostrata, la seconda è decisamente più piccola, una Rep-Rap, anch'essa open source. Può auto replicarsi o stampare parti meccaniche da assemblare per costruire una stampante più grande. Questo secondo sistema, decisamente più agevole e accessibile, costa attualmente 1300 dollari, ma Pearce auspica un abbassarsi dei costi nel prossimo futuro.

Sicuramente il professor Pearce potrebbe aver dato i mezzi a chi volesse aprire il mondo della stampa 3D a piccole comunità di tutto il mondo.

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