La stampa 3D nello spazio: molta italia nel progetto dell'ESA

Scritto da The Shaper il .

"Stampa 3D" sta diventando un termine sempre più utilizzato, anche in ambito spaziale. È di oggi infatti una notizia proveniente dal Sudafrica, in cui tre studenti hanno creato una stampante 3D mobile che sperano possa addirittura essere impiegata su suolo non terrestre.

Interessati a progetti riguardanti l'utilizzo della stampa 3D nello spazio sarebbero anche la NASA e l'Agenzia Spaziale Europea (ESA), con due progetti che intendono agevolare la conquista dello spazio da parte dell’umanità.

ESA: stampante 3D nello spazioUna società con sede a Moffett Field, in California, chiamata Made In Spazio, ha recentemente inviato la prima stampante 3D nello spazio, approdando sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) lo scorso settembre. Con l'aiuto della NASA sono in corso una serie di esperimenti molto interessanti che si spera possano portare ad applicazioni avanzate della stampa 3D al di fuori dell'atmosfera terrestre.
Anche l'ESA è interessata alla stampa 3D, più precisamente alla possibilità di agevolare la costruzione su superfici diverse da quella terrestre, come ad esempio sulla Luna o su Marte.

L'invio di una stampante 3D verso la Stazione Spaziale Internazionale è previsto nella prima metà del 2015. La macchina, chiamata Portable Printer On-Board (pop3d), che si sta sviluppando e costruendo in Italia grazie ai finanziamenti dell'ASI (Agenzia Spaziale Italiana), farà il suo percorso verso la ISS in concomitanza con la missione "Futura" dell'ESA assieme l'astronauta italiana Samantha Cristoforetti.
Utilizzando un processo di estrusione fusa, il pop3d è a forma di cubo, misura 25 centimetri per lato, ed ha un peso di circa 5,5 kg. Essa stampa con filamenti biodegradabili PLA, identici a quelli utilizzati da macchine popolari come la MakerBot Replicator.
"Parte della sfida di progettare una stampante 3D per la stazione era di assicurare che il suo funzionamento non influenzasse l'ambiente dell'equipaggio", ha dichiarato Giorgio Musso, ricercatore principale per il progetto.

In passato, in Europa, vi sono stati sforzi isolati per portare avanti le ricerche spaziali.
"Ora abbiamo una comunità di persone che parlano insieme, pensano insieme e vanno in una direzione comune" ha spiegato Tommaso Ghidini, capo della sezione Tecnologia dei Materiali dell'ESA.

Sarà molto interessante, nel prossimo futuro, vedere che tipo di collaborazione ci sarà tra NASA, Made in Spazio e ESA sulla promozione sia dell'utilizzo che sulla ricerca delle applicazioni della stampa 3D nello spazio. Se non altro, questi progetti dovrebbero almeno accelerare la ricerca e lo sviluppo della fabbricazione additiva fuori dell'atmosfera terrestre.

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