Stampa 3D, anche la Cina la porterà nello spazio

Scritto da Lorenzo Lisato il .

L’esplorazione spaziale è una delle ambizioni più grandi per una nazione moderna. Già da qualche tempo si sta parlando di come la stampa 3D contribuirà in questo campo. Questo perché il processo di sperimentazione e di esplorazione porta con sé una serie rigorosa di limitazioni causati dalla distanza a cui si trovano gli astronauti.

Ingegneri cinesi alle prese con un missileIn questi giorni notizie provenienti da tutto il mondo riguardano la SSI, anche l’Italia sembra proiettata verso lo spazio grazie alla prima astronauta donna italiana Samantha Cristoforetti. Sulla Stazione Spaziale Internazionale è già operativa una stampante 3D della NASA e a breve lo sarà anche Pop3D, la stampante 3D dell’Esa.

Le ultime notizie arrivano però dalla China Aerospace Science and Technology Corporation (CASTC).

Esso è il colosso statale cinese formato dall’enorme gruppo di imprese responsabili di marchi come Shenzhou e Long March. Con otto grandi di ricerca e di produzione di sviluppo complessi in tutto il paese ed include:

China Academy of Launch Vehicle Technology (CALT)
Academy of Aerospace Solid Propulsion Technology (AASPT)
China Academy of Space Technology (CAST)
Academy of Aerospace Liquid Propulsion Technology (AALPT)
Sichuan Academy of Aerospace Technology (SAAT)
Shanghai Academy of Spaceflight Technology (SAST)
China Aerospace Times Electronics Corporation (CATET)
China Academy of Aerospace Aerodynamics (CAAA)
Insieme a tutte le aziende specializzate che si occupano di ricerca, progettazione, costruzione e lancio dei sistemi spaziali.

Nelle prossime missioni l’ente spaziale cinese ha in programma di includere a bordo anche una stampante 3D in grado di produrre componenti metallici.
Mentre la NASA e Made In Space hanno già installato una stampante FDM sulla Stazione Spaziale Internazionale, i cinesi prevedono di utilizzare una macchina in grado addirittura di creare parti in metallo con tecnologia Selective Laser Melting.
Utilizzate principalmente per il settore aerospaziale e automobilistico, le macchine SLM utilizzano laser per costruire parti di materiali ad alte prestazioni, come le leghe di titanio, acciaio inox e nichel.

Il CASTC impiega più di 120 mila lavoratori totali e più di 30 mila accademici ed è il contraente principale impiegato dal programma spaziale della Cina e responsabile di un gran numero delle sue innovazioni tecnologiche.
A Shanghai, Liang Feng, ingegnere del CASTC, dice che il dispositivo è in grado di emettere 8 centimetri quadrati di prodotto per ora, e aggiunge che le domande di brevetto per il nuovo dispositivo sono già state archiviate.
"I prodotti dovranno essere testati a fondo a causa dei severi requisiti di qualità dei prodotti aerospaziali" afferma Feng, ma aggiunge che vede un lungo futuro davanti per la stampa 3D in applicazioni extraterrestri.

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